Rum, Rhum o Ron

Superalcoolico: bevanda alcolica ottenuta mediante procedimento di distillazione.

Questa definizione da vocabolario, così breve e laconica, sicuramente non rende giustizia all’infinita varietà di prodotti che rientrano sotto questa accezione.

Personalmente, ho sempre cercato di ripudiare la cultura del bere,intesa come abuso di questi ultimi (certe volte non riuscendoci, e pagando le conseguenze il giorno dopo, eheh!) ma sono sempre stato invece affascinato dal “bere come cultura”, cioè la conoscenza e l’amore di queste bevande, un argomento decisamente  interessante.

Ripescando un vecchio libro sull’argomento, mi sono reso conto della vastità di prodotti a disposizione: noi tutti conosciamo whisky, brandy, le vodke, i gin, rum, tequila e molte tipologie di liquori, universalmente diffusi o tipicamente regionali, ma personalmente non avevo mai sentito parlare di bibendi dai nomi esotici quali l’arak e lo zubrowka.

Ho trovato decisamente interessante la sezione dedicata ad uno dei miei alcolici preferiti, il rum. Capace di portarci subito ad un immaginario romanzesco di pirati e spiagge caraibiche, è proprio in queste isole, in effetti, che dalla metà del XVII secolo si comincia a distillare quello che era lo scarto della lavorazione della melassa ricavata dalla canna da zucchero. Incerta è l’origine del nome: alcuni sostengono che questo derivi da termini quali rumbulion o rumbustion, letterlamente fracasso, termine dello slang della Marina inglese, che all’epoca la scelse come alcolico ufficiale. Il fracasso deriverebbe sicuramente dall’uso eccessivo della bevanda. Altri lo fanno derivare dalla parola latina che significa dolce o zuccherato, saccarum.

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Foto per la serie “caribbean blue”

Nonostante questa incertezza di tipo filologico, estremamente sicura e appurata è l’importanza del rum nell’economia coloniale e americana  del tempo, oltre che nella vergognosa tratta degli schiavi.

Di seguito, almeno negli Stati Uniti, la diffusione della bevanda andò diminuendo, soppiantata dal whisky, alcolico nazionale. I maggiori produttori restarono appunto le ex Colonie Caraibiche. Ancora oggi, ogni paese tende a produrre rum di caratteristiche e tipologie ben diverse, differenziando principalmente tra rum a corpo leggero, quello più più comunemente consumato e facilmente mescolabile in cocktail, e il rum a corpo pieno, per consumo diretto. Il rum che otterremo, recita la mia fonte, dipenderà dalla tipologia di alambicco che utilizzeremo nella distillazione.

Il Portorico, il maggior produttore mondiale, ha una grande tradizione di rum a corpo pieno, sebbene, la marca nazionale nel mondo, l’arcinota Bacardi, è a corpo leggero. Altri vanti nazionali sono il Captain Morgan, aromatizzato con spezie, il Myer’s Platinum White e Myer’s Golden Rich, molto vigorosi, e il Ron del Barrilito, vero pezzo forte per gli intenditori, e difficilmente trovabile fuori dal paese di produzione.

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Rum Myer's Golden Rich

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Le etichette dei prodotti presentati. E’ evidente la connotazione molto più galour di Bacardi, in seguito alla grand commercializzazione.

Un altro grande produttore di rum è la Giamaica. I produttori locali si distinguono dai colleghi portoricani durante la produzione, con l’aggiunta, durante la distillazione di una sostanza, il “dunder”, alla melassa, durante la distillazione. Questo dunder è sempliemente un insieme di scarti e residui delle precedenti distillazioni: il risultato è un gusto molto corposo e aromatico, con una colorazione scura dovuta anche all’aggiunta di caramello. Vengono inoltre invecchiati un pò di pù rispetto ai prodotti portoricani, dai 5 agli 8 anni, invece che da 4 a 6. Marchi caratteristici sono Appleton’s, nelle 3 accezioni Gold, Punch e White, Lemon Hart, e Dagger Jamaica. Ricordiamo inoltre le variazioni “London Docks”, prodotte in loco e invecchiate con particolari metodologie a Londra.

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Naturalmente, la lista dei paesi produttori non si ferma qui. Ricordiamo almeno Cuba, Barbados, Martinica e Haiti, arrivando fino addirittura all’altra parte del mondo, l’Indonesia.

Vi lascio qui una cartina delle Isole Caraibiche, con la viva speranza di potermici recare, per la prima volta, il prima possibile! Credo, che nel frattempo, mi acconteterò di un buon Rum e Coca, come aperitivo. A domani!

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